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Montespaccato Calcio fa gol con l'azionariato popolare contro la mafia

Montespaccato Calcio fa gol con l'azionariato popolare contro la mafia

Montespaccato Calcio fa gol con l'azionariato popolare contro la mafia

Montespaccato Calcio fa gol con l'azionariato popolare

La squadra di quartiere è stata affidata dalla Regione Lazio all'Ipab Asilo Savoia che ha avviato un percorso di rinascita

Ci sono goal che ti cambiano la vita. Come quelli contro le mafie segnati dalla polisportiva romana del Montespaccato Calcio, simbolo di rinascita e riscatto. Nato nel 1968 per offrire sport e socializzazione ai bambini del quartiere e poi caduto nella rete del clan Gambacurta, che lo sfruttava per creare consenso e riciclare i proventi illeciti, il club di calcio e l'intero centro sportivo erano stati sequestrati nel 2018, nell'ambito dell'operazione Hampa dei carabinieri che aveva portato a 52 arresti. Quella che poteva sembrare la fine di una storia, e diventata l'inizio di una favola. Affidata dalla Regione Lazio all'Ipab Asilo Savoia, la polisportiva ha avviato un percorso di rinascita che l'ha portata ad essere protagonista di progetti di inclusione sociale e successi sportivi, fino al volo in serie D di due anni fa che l'ha resa nota al grande pubblico. E oggi il club si prepara a vincere un'altra partita. Diventare la prima società sportiva ad azionariato popolare. Il 21 aprile prenderà  ufficialmente il via la campagna 'Prendi quota, scala il monte' grazie alla quale  chiunque lo vorrà potrà diventare azionista della società, anche con un solo euro di investimento. L'iniziativa proseguirà fino al 30 giugno ed è aperta a tutti. Associazioni, privati cittadini, residenti o meno a Montespaccato.

L'azionariato popolare e stato pensato per dare continuità alla gestione virtuosa seguita fino ad oggi attraverso l'Asilo Savoia che, essendo assegnatario in via  transitoria per effetto del sequestro del Tribunale di Roma, e intenzionato a restituire la polisportiva al quartiere, come spiega il presidente Massimiliano Monnani: "Questa societa sportiva era nata nel '68 proprio su volonta' dei residenti e il nostro desiderio e restituirla a loro, facendola diventare parte integrante del quartiere attraverso la partecipazione dei cittadini e del territorio. L'obiettivo e garantire l'autonomia e la sostenibilità del club all'insegna del principio di prossimità e della partecipazione, che ha caratterizzato la fase di gestione da parte dell'ASP a decorrere dal sequestro disposto dalle autorita giudiziarie nel 2018". 

L'Asilo Savoia manterrà la partecipazione maggioritaria, per garantire il proseguimento delle attività rivolte al sociale e al territorio.  "Attraverso la campagna di azionariato vogliamo sostenere anche nuove attività e nuovi traguardi, a partire dalla promozione di ulteriori sport di squadra oltre al calcio, dall'inclusione della 'palestra della salute', che dista pochi chilometri, e dal rifacimento del vicino campo Fogaccia, attualmente abbandonato".

La campagna inizierà volutamente il 21 aprile, in coincidenza con il Natale di Roma, proprio per mandare un messaggio di rinascita. "L'aspetto centrale e la partecipazione del quartiere e della società civile, non vogliamo sia solo sulla carta - specifica ancora Monnani -. Per questo, nella nuova governance riserveremo una rappresentanza alle realtà del quartiere con una rete della quale fanno parte le associazioni di Montespaccato, i centri anziani, i Comitati di Quartiere, gli scout, la parrocchia. Alla campagna di azionariato, inoltre, possono aderire persone esterne che, cosi potrebbero essere ispirate a replicare anche fuori dal confine romano o italiano questo modello, talmente virtuoso che la Commissione Europea ci ha premiato con il 'Be inclusive Ue sport awards' - spiega ancora il presidente dell'Asilo Savoia, che ha in comodato d'uso anche l'unico giardino presente nel quartiere, intitolato a Vincenzo Paparelli, il tifoso ucciso da un razzo allo stadio Olimpico di Roma -. Questo percorso e stato possibile anche grazie alla solidarietà delle istituzioni, che hanno garantito subito il loro supporto, dal municipio al Tribunale di Roma, al  ministro dello Sport".

Proprio il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi conferma all'AGI: "L'impegno, preso qualche mese fa, di dare continuità al lavoro comune per lo stadio del Montespaccato ed il Club procede. L'obiettivo che diventi definitivo il rapporto tra l'Asilo Savoia, il Club e lo stadio e sempre il traguardo da raggiungere. Sono profondamente convinto che recuperare spazi alla criminalità per affidarli alla socialità e alla legalità sia non solo possibile, ma necessario. Possiamo e dobbiamo alimentare la fiducia e la speranza dei cittadini verso una società a misura di persona, che rispetta le regole e promuove il benessere sociale, anche attraverso lo sport. E questa e una straordinaria occasione che non vogliamo perdere, una buona causa che vogliamo servire".

Insiste sull'importanza del sostegno istituzionale anche don Luigi Ciotti, presidente di Libera e testimonial dell'iniziativa. "Ho conosciuto in prima persona l'esperienza di riscatto e di rinascita del Montespaccato Calcio nel 2020 - racconta don Ciotti -, quando la società sequestrata alla criminalità organizzata e tornata in Serie D dopo 40 anni e ho potuto verificare sul campo l'attività che l'Asilo Savoia, in collaborazione con l'Osservatorio per la Legalità della Regione Lazio, hanno svolto in questi cinque anni in un territorio di frontiera, coinvolgendo attivamente la comunità locale e dando concreta attuazione a pratiche di inclusione lavorativa e resilienza sociale. E' la prova che la sinergia tra istituzioni, forze di polizia, magistratura e cittadini può fare grandi cose. L'esperienza della Montespaccato - ricorda ancora il presidente di Libera -, dopo il sequestro, ha sperimentato un modello di gestione di una società sportiva ispirato ai valori della partecipazione, della solidarietà, dell'aggregazione, del rispetto delle regole. Non solo calcio, quindi, ma integrazione, affermazione della cultura del rispetto e della lealtà sportiva. Una cultura dello sport ancorata a questi valori diventa vero e proprio antidoto antimafia".
"In questo senso - spiega Don Ciotti -i l percorso dell'azionariato popolare della polisportiva, finalmente libera dal clan che l'aveva trasformata in uno strumento di legittimazione del proprio dominio, e la coerente conclusione della volontà di restituirla al quartiere da cui prende il nome e renderla, in via permanente, un luogo di partecipazione e di costruzione di un'esperienza comunitaria e di crescita educativa imperniata sui valori dello sport. La società sportiva sequestrata sceglie la forma dell'azionariato popolare a dimostrazione che solo un lavoro di rete, basato sul protagonismo e la partecipazione di territori, può portare a pratiche esemplari e replicabili. Non mancherò di far sentire la mia voce a sostegno di questa bellissima e nuova sfida - conferma Don Ciotti - lanciata dalle ragazze e dai ragazzi che hanno animato questa esperienza di riscatto insieme a tutto il quartiere di Montespaccato". "La nostra e un'azione di inclusione e ricostruzione sociale - aggiunge Monnani -, ma la possiamo svolgere solamente perché la maggior parte delle persone sono per bene e oneste. I cittadini hanno voglia di legalità, ma hanno bisogno di qualcuno che li sostenga con la giusta rete. E' importante creare le condizioni affinché i residenti di una realtà abbiano fiducia nel pubblico e tornino a prendere parte attiva alla vita del loro quartiere".

Negli stessi giorni in cui la cronaca racconta una Roma infiltrata dalla criminalità, la parabola della polisportiva Montespaccato e dei residenti del suo quartiere diventa una contro narrazione della speranza. E la dimostrazione che anche i territori apparentemente più difficili possono rinascere, se c'e qualcuno a sostenere i tanti cittadini che vogliono cambiare. "A Montespaccato ci siamo riusciti anche perché il progetto era fortemente identitario e questo e diventato elemento di attrazione anche per fasce giovani spesso difficilmente intercettabili". Con circa 600 tesserati, si stima che oggi partecipino alle attivita della polisportiva almeno 400 famiglie, provenienti da tutto il quadrante, da Primavalle a Torre Vecchia, fino a Battistini. "La prima squadra oggi milita in serie D e, negli under 18, ci sono campioni d'Italia in carica - ricorda ancora Monnani -, finalmente, di questo quartiere, si parla in chiave positiva". Chi intende partecipare alla campagna di azionariato popolare può accedere entro il 30 giugno al sito montespaccatocalcio.com e seguire il percorso 'voglio aderire'. Il lancio ufficiale avverrà il 21 aprile con un evento sul campo della polisportiva, intitolato a Don Pino Puglisi. A Montespaccato la legalità non va mai in fuorigioco.



Fonte: https://roma.repubblica.it/cronaca/2023/04/02/news/mafia_montespaccato_calcio_fa_gol_con_azionariato_popolare_sport_sociale_associazioni_volontari_quartieri_la_citta_che_resis-394564146/