Negli ultimi anni il fenomeno degli eSports è in forte crescita, la loro evoluzione ha iniziato a coinvolgere numerosi e diversi attori
Settimana europea dello sport
Gli eSports e la loro evoluzione
Negli ultimi anni il fenomeno degli eSports è in forte crescita, la loro evoluzione ha iniziato a coinvolgere
numerosi e diversi attori, affermandosi a livello internazionale tramite organizzazione di campionati e
tornei che hanno aumentato in modo vertiginoso il numero di fan coinvolti.
Gli eSports, conosciuti anche come gaming competitivo, sono una forma di competizione elettronica
organizzata che avviene tramite i videogiochi. Eurispes stima che nel 2021 l’industria degli eSport
raggiungerà 1,5 miliardi di dollari. In italia giocano 8 persone su 10, principalmente con smatphone ma
anche con console e Pc.
Non solo giocatori, anche tanti appassionati: circa un milione e mezzo di italiani segue più di un evento
eSports a settimana. Nel nostro paese stanno nascendo locali che uniscono le caratteristiche del classico
bar o pub con quelle di una moderna sala giochi, luoghi di svago più che di allenamento, dove vedere in
diretta le competizioni dei principali incontri “e-sportivi” a livello nazionale e internazionale.
League of Legends, Counter-Strike: Global Offensive, Clash Royale, FIFA, Call of Duty, Legends, sono solo
alcuni dei videogiochi con più seguito in Italia. L’elenco completo fa invidia a quelli delle discipline sportive
tradizionali.
A tal proposito, il Comitato olimpico internazionale ha sottolineato che il movimento olimpico non può
ignorare la crescita degli sport virtuali, prendendo atto che il videogioco competitivo comporta un’attività
fisica paragonabile a quella richiesta negli sport più tradizionali. Nel Rapporto Italia 2020 l’Eurispes poneva
l’accento sulla necessità di ottenere un riconoscimento giuridico, nell’ambito del diritto sportivo, dei
videogiochi che rispecchino i valori sanciti nella Carta olimpica.
Il riconoscimento normativo di tale settore appare complesso, a partire dalla classificazione dei videogiochi
stessi in base. Nel dicembre 2020, una prima disamina del Cio ha portato a distinguere quattro categorie: gli
sport virtuali in cui è presente l’attività fisica del giocatore; gli sport virtuali dove non vi è la componente
fisica; i giochi di fantasia e strategia; i giochi di puro intrattenimento. Si capisce bene che questo sia solo
l’inizio. Per il momento, il Cio ha esortato le federazioni internazionali a riconoscere la prima categoria, con
particolare attenzione alla regolamentazione della concorrenza leale, al rispetto dei valori dello sport.
«Compatibilmente con l'andamento della pandemia, che ha stravolto il mondo intero, i tempi sono maturi:
molto probabilmente il 2021 sarà l'anno zero per gli sport virtuali, l'anno in cui vi sarà la netta distinzione
tra sport e mero intrattenimento; l'anno in cui coloro che competono con i videogiochi potranno
partecipare a gare, nazionali ed internazionali, con la tessera della rispettiva disciplina riconosciuta dal Coni:
l'anno in cui si porranno le basi per il professionismo anche nel settore degli eSports; l'anno zero in cui
anche le persone più scettiche sul fenomeno eSport saranno, loro malgrado, costrette a cambiare idea,
perché vedranno nei videogiochi non più un semplice passatempo (per non dire, perdita di tempo), ma
nuove opportunità sia in termini di sviluppo culturale sia in ambito lavorativo, tutto con l'esaltazione dei
valori tipici dello sport.» conclude sul tema il rapporto Eurispes Italia 2021.
Pur registrando un ritardo rispetto a Francia, Germania e Spagna per quanto riguarda lo sviluppo di
infrastrutture dove si può giocare e competere con i videogiochi, è incoraggiante apprezzare che, sul piano
istituzionale, il nostro Paese sta facendo da apripista a livello giuridico e regolamentare, grazie al lavoro del
Comitato promotore eSports Italia – Coni, alla collaborazione dell’Eurispes e di alcuni fra i principali atenei
italiani.