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Sport e periferie

Sport e periferie

Sport e periferie

Il bando Sport e Periferie

Alla scadenza dei termini nell’Ottobre 2020, il Dipartimento per lo Sport aveva ricevuto 3380 domande di finanziamento per progetti a tema sport.


ROMA - Nel mese di Settembre la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo

Sport – ha comunicato l’attesissima graduatoria del Bando “Sport e Periferie”, progetto approvato

dal CIPE nel 2018 che metterà a disposizione oltre 300 Milioni di Euro (inizialmente erano 160,

aumentati di altri 140 nel 2020) per lo sviluppo dello sport nelle periferie e nei piccoli comuni.

IL BANDO – Alla scadenza dei termini nell’Ottobre 2020, il Dipartimento per lo Sport aveva

ricevuto 3380 domande di finanziamento per progetti a tema sport. Le domande erano aperte

ovviamente agli enti pubblici (regioni, comuni, province e città metropolitane), ma anche a

federazioni sportive e religiose di importanza nazionale non aventi fini di lucro.

I progetti presentati dovevano rispettare determinati requisiti, stabiliti dal primo comma del bando.

Requisiti essenziali sono la «realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi finalizzati all’attività

agonistica, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane; la diffusione di

attrezzature sportive con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economici e sociali; e il

completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti da destinare all’attività agonistica».

La “vulnerabilità sociale e materiale” del comune sede di intervento e “l’indice di sostenibilità

ambientale” erano i “titoli” che avrebbero dato maggiori punteggi nella graduatoria finale, insieme

al grado di definizione del piano di attività di gestione dell’impianto, compresa la manutenzione.

Altri elementi di merito sono stati fissati nel grado di contribuzione economica del proponente e nel

livello della progettazione.

L’approvazione e l’emanazione della graduatoria saranno fondamentali per molti enti pubblici per

provvedere ai lavori di ristrutturazione di tanti impianti sportivi nazionali. A Roma sono stati

finanziati i progetti per lo stadio Giannattasio di Ostia e per il Palazzetto dello Sport di Corviale, a

Milano è stata finanziata la ristrutturazione della Piscina Cardellino a Lorenteggio, nel Sud Italia

Napoli potrà veder rinascere il Centro Sportivo Boscariello di Scampia, mentre a Palermo vedrà

nuova luce il Palazzetto dello Sport del popolare quartiere Zen.

Con Sport e Periferie si è quindi voluto dare un segnale forte alla parte sportiva del paese: il respiro

sociale dell’iniziativa si fonde con un grosso focus sul merito e sulla capacità, da parte dei

proponenti, di offrire un servizio reale e di qualità alla propria utenza.


SOCIALE, MERITO, INNOVAZIONE – Da tutto ciò ne consegue che il bando aveva un duplice

obiettivo: aiutare le realtà svantaggiate e periferiche del tessuto sportivo italiano, ma nei limiti di

una progettualità e di un competenza elevata che garantissero un elevato grado di innovazione per

gli impianti oggetto di lavori. I “paletti” posti dagli articoli del bando erano infatti molto stringenti,

e questo ha permesso alla commissione di poter davvero premiare il merito senza elargire soldi a

cascata a chiunque, come troppo spesso accaduto negli anni. Sfogliando le pagine con i nomi degli

assegnatari dei fondi, troviamo soprattutto enti pubblici, comuni, regioni e province, ma anche

tantissime realtà sociali italiane degne di rispetto. La maggior parte dei fondi è stata assegnata ai

comuni, che potranno così completare ed adeguare tanti impianti ed opere che versano attualmente

in condizioni di abbandono, degrado o incompletezza. Spiccano i tanti comuni del Sud, della

Campania e della Calabria in particolare, ma anche nel Lazio ci sono realtà che hanno saputo

promuovere progetti meritevoli e d’eccellenza. Scorrendo i vari progetti approvati, il tratto che

unisce la quasi totalità di essi è la sostenibilità. Molti progetti sono stati infatti finanziati per la

presenza nei capitolati di tecnologie che riducono l’impatto ambientale dei singoli impianti.

Parliamo ad esempio degli impianti di illuminazione al LED, una tecnologia che permette di

abbattere di oltre il 70% dei costi di illuminazione tramite un sistema che distribuisce in maniera

intelligente l’energia a disposizione nei vari circuiti, evitando di disperderla e trattenendola

all’interno dell’impianto.


Con Sport e Periferie, un bando fortemente voluto dall’allora Ministro dello Sport Spadafora, si è

cercato così di premiare il merito e l’innovazione mettendole al servizio delle realtà periferiche e

svantaggiate del paese, rilanciando il messaggio che un’innovazione sostenibile e a disposizione di

tutti è possibile.


TALENTO & TENACIA E MONTESPACCATO – Fra le tante realtà aggiudicatrici, impossibile

non citare l’Asilo Savoia Talento & Tenacia e la Polisportiva Dilettantistica Montespaccato, che

hanno ricevuto, entrambe, 700.000 €. Al di là dei fondi reperiti, i progetti presentati dalle due realtà

presiedute dal Presidente Massimiliano Monnanni hanno ricevuto dei punteggi altissimi: il progetto

presentato dall’Asilo Savoia è il quarto classificato in assoluto nel Lazio (ventiquattresimo a livello

nazionale) con un punteggio di 64,5. Preceduto nel Lazio da tre comuni, è il progetto presentato da

un ente non a scopo di lucro con il punteggio più alto nel Lazio, il quarto a livello nazionale.

Risultato importante anche per il progetto afferente al Montespaccato, dedicato interamente

all’impianto Don Pino Puglisi di via Stefano Vaj. È risultato il 41° in classifica a livello nazionale e

l’8° a livello regionale, e permetterà al quartiere popolare romano di adeguare il proprio impianto,

vero fiore all’occhiello della zona, ampliandone l’impatto sociale e la fruibilità per tutti gli abitanti

del quartiere.


Le opportunità offerte dal bando Sporte e Periferie saranno a disposizione di due realtà speciali di

Roma: Asilo Savoia Talento & Tenacia e la Polisportiva Montespaccato.

Le due realtà presiedute dal Presidente Monnanni hanno ottenuto punteggi altissimi nella

graduatoria elaborata dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio. Arriveranno così

nei prossimi mesi circa 1.400.000 € dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (programmazione FSC

2014-2020) destinati a riqualificare l’impianto di Montespaccato ed altre attività. Vediamole nel

dettaglio.

IL CUORE PULSANTE DEL QUARTIERE – Lo stadio Don Pino Puglisi è un elemento

prezioso ed insostituibile del quartiere Montespaccato. Ne “Le mappe della diseguaglianza”,

volume a carattere statistico scritto nel 2019 dai ricercatori dell’Università Roma 3 Lelo, Monni e

Tomassi, viene evidenziato come il quartiere di Montespaccato abbia la percentuale più bassa

nell’intera città di Roma in termini di dotazione di impianti sportivi, solo lo 0,30.

Montespaccato è un quartiere dalla densità abitativa altissima, fra i 51 e i 100 a abitanti per ettaro,

con una media di 2,4 persone a famiglia. Tante persone sono tagliate fuori dai servizi sportivi, sia

per le diseguaglianze economiche, che per l’assenza o carenza di grandi impianti sportivi.

L’esclusione sociale è stata una piaga endemica del quartiere, fortemente combattuta da tante

associazioni locali fra cui, in prima linea, troviamo la Polisportiva Montespaccato e l’Asilo Savoia.

Il progetto presentato, approvato e finanziato dal Montespaccato ha l’obiettivo di rendere la propria

casa più accogliente, moderna, inclusiva e funzionale per il quartiere, rinforzando il suo ruolo

centrale nella vita sportiva locale. Il Montespaccato conta, ad oggi, circa 300 bambini iscritti alla

scuola calcio ed un numero di tesserati che, comprendendo l’agonistica, sfiora le 700 unità.

Numeri molto alti, i quali vengono corroborati dalle numerose attività sociali e intersettoriali

promosse dalla Polisportiva biancoblu.

L’erogazione da parte di Talento & Tenacia dei “Buoni Sport”, il doposcuola per i ragazzi delle

strutture scolastiche di zona, l’avviamento al lavoro dei tesserati tramite corsi di formazione, le

iniziative contro l’abbandono scolastico e per la legalità d’intesa con il MIUR, financo le

agevolazioni per l’iscrizione alla scuola calcio delle famiglie in difficoltà, sono alcuni esempi di

come la società abbia instaurato un legame forte con la società civile del quartiere, un legame che

nei prossimi anni andrà ancor più rinsaldandosi.


DON PINO PUGLISI, UN IMPIANTO SOSTENIBILE – I lavori che interesseranno lo Stadio

Don Pino Puglisi permetteranno il rifacimento del terreno di gioco principale dell’impianto. Il

campo A non è a disposizione soltanto della prima squadra e della DuepigrecoRoma (squadra di

Promozione laziale) ma anche dei 3 Plessi dell’Istituto Comprensivo di Via Cornelia 73, durante

l’orario scolastico; il rifacimento e la nuova omologazione permetteranno tanto alle prime squadre

quanto ai ragazzi delle scuole di poterlo utilizzare in sicurezza per le proprie attività.

Ma un elemento decisivo ed innovativo del progetto è sicuramente quello “green”: saranno infatti

eco-sostenibili sia le nuove tribune dello stadio, da realizzare in materiale eco-compatibile, sia il

nuovo impianto elettrico, che permetterà di ridurre i costi energetici di oltre il 70% grazie ai sistemi

di efficentamento energetico.

In aggiunta al sistema di illuminazione al LED, già realizzato anni fa, il Don Pino Puglisi sarà

dotato di un impianto di efficentamento energetico di ultima generazione. Verranno realizzati nuovi

pannelli solari, come quelli già presenti sul tetto del ristorante, che permetteranno all’intero

complesso di avere energia pulita, economica e a impatto ambientale ridottissimo.

Campi fruibili, illuminazione sostenibile e energia pulita e a basso costo saranno i viatici per una

maggiore apertura dello Stadio, che mira nei prossimi anni ad essere aperto anche in notturna per

essere sempre a disposizione dei cittadini del quartiere.

PALESTRA DELLA LEGALITÀ – Una quota importante del finanziamento ottenuto da Asilo

Savoia sarà destinata anche alla Palestra della Legalità, che da anni fornisce un servizio

insostituibile agli sportivi del litorale romano. Grazie al bando, infatti, potrà essere ampliata la

palestra utilizzando l’ultima parte dell’area di via dell’Idroscalo sequestrata anni fa alla famiglia

Balini. Nei locali saranno realizzate un’area per la fisioterapia, il recupero infortuni e la

riabilitazione e diversi campi da gioco e di allenamento per altre discipline sportive.

«Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti ed ora, seguendo le indicazioni e i tempi che ci verranno

comunicati dal Dipartimento, ci metteremo subito al lavoro perché entro l’anno prossimo entrambi i

progetti siano realizzati e resi fruibili dai cittadini di Montespaccato e Ostia, quartieri che meritano

infrastrutture sportive a valenza sociale di qualità inseriti in un contesto – quale quello di Talento &

Tenacia che fa leva sullo sport per promuovere inclusione, partecipazione e senso civico» ha

dichiarato il Presidente Monnanni in occasione dell’uscita della graduatoria.

Grazie all’impegno di Asilo Savoia e della società di calcio biancoazzurra, Ostia e Montespaccato

potranno usufruire, nei prossimi anni, di servizi sportivi e sociali per una cittadinanza purtroppo

spesso dimenticata dalle istituzioni e dalle forze economiche della città.


BIZZAGLIA: “CON SPORT E PERIFERIE UN MESSAGGIO D’AMORE PER

POMEZIA”

Anche la città di Pomezia potrà usufruire dei fondi provenienti dal bando “Sport e Periferie”.

Nel documento, uscito a metà Settembre, spiccano, infatti, i finanziamenti ottenuti dal Pomezia

Calcio e dalla Fortitudo Pomezia, due realtà di punta del calcio e del futsal della città pometina:

700.000 € destinati al Comunale di Via Varrone e 310.000 € per il PalaLavinium, casa della

Fortitudo Pomezia. Dietro entrambi i progetti, il Gruppo Bizzaglia con il Presidente Alessio in testa:

“Questi due progetti approvati e finanziati sono – Bizzaglia dixit - un atto d’amore verso la città in

cui mi sono trasferito, vivo e lavoro”. Proprio con il numero uno del Pomezia e della Fortitudo

abbiamo parlato della portata, del respiro e delle prospettive delle due realtà cittadine, a partire dai

finanziamenti del bando sino ai progetti futuri.


Presidente, com’è nata l’idea di partecipare al bando “Sport e Periferie”?


“Sono anni che cerco di investire nello sport a Pomezia e di migliorare le strutture cittadine

sportive. Con Massimiliano Monnanni parliamo spesso di calcio, ma anche di società, e proprio lui

ha “intercettato” questa mia voglia di fare e parlato del bando, consigliandomi di partecipare e di

presentare dei progetti per lo sport a Pomezia. È stato un consiglio da vero amico, perché ho

scoperto delle possibilità importanti tanto per le mie squadre quanto per la mia città”.

Parliamo dei progetti, che riguardano gli impianti dove giocano il Pomezia e la Fortitudo.

“Tutti i cittadini di Pomezia sanno quanto il Comunale di Via Varrone e il PalaLavinium avessero

bisogno di importanti interventi di ristrutturazione per continuare ad essere utilizzati. Se non fosse

stato per il Covid, che ha bloccato la macchina amministrativa, li avrei già terminati entrambi.

Ma dalle difficoltà sono nate anche delle opportunità. Per partecipare al progetto “Sport e Periferie”

ho inserito all’interno dei progetti non soltanto il rifacimento dei terreni di gioco, in erba artificiale

e in parquet, ma anche l’efficentamento energetico degli impianti con l’obiettivo di renderli eco-

sostenibili. Sono interventi importanti che complessivamente valgono più di un milione di euro, ma

che renderanno il Comunale ed il PalaLavinium due impianti moderni, all’avanguardia e in grado di

funzionare con un grosso abbattimento dei costi ambientali ed energetici grazie all’illuminazione al

LED, e per me che lavoro nell’ambiente è un grande orgoglio poter costruire due impianti eco-

sostenibili”.


Avete deciso addirittura di anticipare i tempi rispetto alla pubblicazione dei risultati del

bando.


“I lavori del parquet del PalaLavinium sono già conclusi, ad inizio Agosto ho invece iniziato quelli

del manto sintetico del Comunale, che dovrebbero terminare a fine Ottobre. Era necessario

conseguire l’omologazione di entrambi i campi e quindi ho dovuto anticipare i tempi di inizio.

Il rifacimento dei campi e l’efficentamento energetico per me sono i primi passi di un progetto più

ampio”.


La Cittadella dello Sport, che ormai è da anni nei suoi pensieri.


“Questi lavori sono per me il vero inizio della presidenza Bizzaglia a Pomezia. Con il Comune di

Pomezia ho avviato le pratiche burocratiche per costruire la “Cittadella dello Sport” sempre a

Pomezia. Ho in mente uno stadio all’inglese da vivere tutta la settimana, con aree sociali e un centro

commerciale per la cittadinanza. Lo stadio da calcio sarà omologato per il professionismo, con la

possibilità di ottenere anche la certificazione per giocare in Serie B. Con un impianto di questo tipo,

Pomezia potrebbe sopperire alle carenze degli impianti comunali di Roma e offrire all’area

metropolitana un altro stadio per il calcio professionistico oltre all’Olimpico. L’obiettivo, non mi

nascondo, è quello di farci giocare il Pomezia fra qualche anno in Serie C, ma lo stadio potrebbe

essere a disposizione anche delle tante realtà romane che, oltre all’Olimpico, non hanno un impianto

dove poter giocare nei professionisti. Dopo il Pomezia, ovviamente (sorride ndr)”.


Fra quanto potremo vedere l’inizio di questo grande progetto?


“Se non ci fosse stato il covid ed il lockdown avremmo già iniziato. Purtroppo l’emergenza ha

rallentato anche la macchina burocratica e, quindi, sto aspettando di ottenere l’adeguata concessione

dal Comune. Ma con il Sindaco e gli uffici amministrativi c’è una grande sinergia e sono sicuro che

potrò iniziare il progetto già fra qualche mese, non appena ottenura la delibera per la concessione.

Sono progetti importanti non solo per me ma, ripeto, per l’intera città ed il comprensorio”.


Da dove nasce tutta questa voglia di investire a Pomezia?


“Io mi sono innamorato di questa città. Qualche anno fa mi sono trasferito qui a Pomezia e circa tre

anni fa ci ho spostato anche le mie aziende. Prima passavo la maggior parte del mio tempo

lavorativo a Roma, e adesso che vivo qui ho visto con i miei occhi, nella vita di tutti i giorni, che

questa città ha grandi potenzialità. È una città bellissima che va rivalutata, dove c’è un grande

bisogno di vita: c’è un comprensorio industriale di primissimo livello, realtà cittadine sportive di

livello ma soprattutto c’è un tessuto sociale dinamico e voglioso di partecipare alla vita pubblica.

Io credo in questa città e, come dico anni, mi piacerebbe potermi mettere a disposizione di tutta la

cittadinanza e dello sport cittadino. In questi giorni sto varando un progetto per le persone con

autismo, ma ci sono davvero tante idee, progetti e speranze per aiutare Pomezia a rilanciarsi”.